Panorama dal monte che non c’è più – Erzelli e Castello Raggio

di Roberto Ferrara

Ormai pochi hanno calpestato la spiaggia di cui qui ancora si parla con orgoglio. Pochi han fatto il bagno in un fiume azzurro che ora scorre grigio asfalto sui due piani delle rampe autostradali. Pochi han visto la testa del Monte Croce dominare il quartiere, con un forte per corona, ora decapitata e gettata in mare a sorreggere la piattaforma dell’aeroporto. Pochi han visto ai piedi di quel monte uno dei palazzi più celebrati ed eclettici di tutta la Liguria. Di certo non io, nato parecchio tempo dopo da una famiglia venuta dal sud.

Eppure a Cornigliano anche chi non li ha visti sembra ricordarsi com’erano una volta gli Erzelli, un monticello verde ed intatto, e soprattutto del Castello Raggio sulla sua punta a picco sul mare. Forse perché quel castello qui l’abbiamo sempre davanti agli occhi: in fotografie e quadri sparsi in bar, androni di condomini, negozi, salotti e chiese, rivisitata in disegni e temi fatti dai bambini a scuola, in loghi di aziende ed in locandine di eventi o ancora richiamata dai discorsi qualunque che si fanno sul autobus, insieme ai capricci del tempo atmosferico. Così il simbolo perduto del castello, per chiunque di questa parte di città ne abbia sentito parlare almeno una volta, è diventato l’appiglio verso un passato sempre più lontano in cui è bello rifugiarsi ogni tanto, coprendo la realtà di oggi con una vecchia fotografia in bianco e nero.

Oggi del castello non c’è più la minima traccia fisica e la collina si appresta all’ennesima metamorfosi, preparandosi ad ospitare (forse…) le centinaia di lavoratori e studenti del futuro polo scientifico. Nel frattempo è un luogo quasi inaccessibile: un luogo che si è abituati a guardare da lontano, per via dei cantieri, delle proprietà private, dell’abbandono…

Anche per questo un posto che incuriosisce chiunque lo conosca, spingendolo a interrogarsi sulll’incertezza riguardo ciò che ne sarà in futuro e su quelle sentinelle del passato che intanto continuano silenziose a resistere: la vecchia abbazia, la strana costruzione ottagonale sulla cima, le pecore che ancora pascolano sotto la spianata. Anche io, curioso, ogni tanto vado sulla cima del costone di roccia rimasto in piedi dopo gli sbancamenti per fare la spianata degli Erzelli. Il ciglio del monte che non c’è più. Da lì, dove tutto è cambiato, in fondo mi è più facile riuscire ad immaginare com’era una volta. Prendere la terra dai riempimenti e riportarla lì dov’era, ricostruendo la sagoma del monte davanti a me, e finalmente, ora che il mare ha riguadagnato il suo spazio, vedere il Castello Raggio a picco su di esso, con sotto le spiagge affollate. Questa volta a colori, non in bianco e nero come nelle foto.

QUESTO RACCONTO FA PARTE DELLA SEZIONE “RACCONTI IN CERCA DI SGUARDI”. ILLUSTRALO TU CON UNA FOTO O UN DISEGNO!

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